Dal Rifugio Zoia all’Alpe Campagneda, fino al Rifugio Cristina

L’Alta Valmalenco offre uno degli itinerari ad anello e passeggiate tra i più panoramici e accessibili della Valtellina. Questo trekking permette di raggiungere in un’unica escursione tre rifugi storici: il Rifugio Zoia (Campo Moro), il Rifugio Cà Runcasch (Alpe Campagneda) e il Rifugio Cristina nell’incantevole conca dell’Alpe Prabello.

Un percorso semplice, ideale per famiglie, amanti della buona cucina valtellinese e per chi cerca una camminata rilassante ai piedi del Pizzo Scalino.

ParametroDettaglio
Punto di partenzaParcheggio Diga di Campo Moro (Lanzada, SO)
Punto di arrivoRifugio Cristina (Alpe Prabello)
Quota di partenza1.990 m (Campo Moro)
Quota massima2.287 m (Alpe Prabello)
Dislivello positivo280 metri
Tempo di percorrenza1 ora e 30 minuti (solo andata)
DifficoltàE (Escursionistico – Facile)
Adatto a bambini?Sì (consigliato dai 4-5 anni o con zaino porta-bebè)

La passeggiata parte dall’ampio piazzale situato nei pressi della Diga di Campo Moro (molti posti auto sono contrassegnati da strisce blu a pagamento).

Il primo punto d’appoggio, il Rifugio Zoia, si raggiunge in soli 10 minuti di cammino e 50 metri di dislivello. Grazie alla sua posizione panoramica sulla diga, lo Zoia è un punto di riferimento strategico per le arrampicate sulla falesia vicina e per le traversate in quota.

Il Rifugio Zoia è una tappa ideale sia per una sosta gastronomica sia come base per esplorare la Valmalenco. La struttura garantisce un’ottima ricettività con i suoi 65 posti letto complessivi, distribuiti tra ampie camerate e camere matrimoniali private, ideale per chi cerca maggiore privacy e comfort dopo una giornata sul sentiero.

A rendere il soggiorno ancora più speciale c’è la sauna finlandese a disposizione degli ospiti, perfetta per rigenerarsi e godersi il silenzio e il fascino della montagna.

La proposta gastronomica del ristorante è un vero e proprio viaggio tra i piatti forti della tradizione valtellinese, preparati secondo ricette genuine e casalinghe. Il menu propone grandi classici come pizzoccheri (tipica pasta valtellinese condita con burro di malga e Bitto o Valtellina Casera) e sciatt (frittelle di grano saraceno con cuore di formaggio fuso), polenta taragna o classica accompagnata da brasati, selvaggina in umido, costine, salsicce e funghi porcini freschi. Senza dimenticare taglieri di formaggi e salumi tipici e torte artigianali sfornate ogni giorno.

Rifugio Zoia - Alta Valmalenco

Lasciato alle spalle il Rifugio Zoia, il sentiero si addentra nella vegetazione. La primissima parte presenta una salita più accentuata con qualche tratto ripido, ma la fatica viene subito ripagata dalla vista che si apre gradualmente sulla maestosa Diga di Alpe Gera.

Superata la prima salita e costeggiate le pareti rocciose frequentate dagli arrampicatori, il tracciato diventa pianeggiante e comodo. In circa 45 minuti dal via si guadagna l’Alpe Campagneda, un verde e ampio alpeggio attraversato da torrenti e corsi d’acqua.

In questa località si trovano due eccellenti punti di sosta:

Agriturismo Il Cornetto (2.150 m)

L’Agriturismo Il Cornetto è un piccolo e grazioso agriturismo a conduzione familiare situato proprio ai piedi del Pizzo Scalino. È il posto ideale per acquistare formaggi a km zero, ricotta, yogurt, panna cotta e dolci fatti in casa di propria produzione, oltre a gustare i piatti tipici della valle.

Rifugio Cà Runcasch (2.170 m)

Il Rifugio Cà Runcasch rappresenta una tappa strategica sia lungo l’Alta Via della Valmalenco sia sul tracciato della Via Alpina. Offre un’ospitalità curata e accogliente con camere (triple e quadruple) riscaldate dotate di bagni interni, oltre a spaziose camerate ideali per gruppi e salette per workshop o ritrovi.

La cucina del rifugio è sempre aperta sia a pranzo sia a cena, proponendo i sapori autentici della Valtellina con ingredienti a km zero e ricette della tradizione. Immancabili anche qui sono i pizzoccheri, i chiscioi e gli sciatt, insieme alla polenta taragna accompagnata da salmì di cervo, brasato, spiedini o funghi porcini. Viene anche molto apprezzato per una pausa pomeridiana all’aperto, con taglieri di bresaola e formaggi di malga, yogurt fresco con frutti di bosco e frittelle di mele fatte in casa.

Il rifugio è aperto sia in estate sia nella stagione invernale; durante i mesi innevati mette a disposizione degli ospiti il noleggio di ciaspole, bob e slittini per divertirsi sui pendii circostanti.

Rifugio Cà Runcasch - Alta Valmalenco

Superato il Rifugio Cà Runcasch si affronta una breve salita con alcuni tornanti. Arrivati al bivio segnalato a sinistra si sale in circa 30 minuti verso i suggestivi Laghi di Campagneda, proseguendo dritto invece si prosegue verso l’Alpe Prabello e il Rifugio Cristina.

Mantenendo la direzione dritta, il sentiero prosegue dolcemente all’interno di un’ampia valle panoramica. In circa 20 minuti da Cà Runcasch si fa ingresso nell’Alpe Prabello (2.287 m).

L’Alpe Prabello regala un paesaggio da cartolina: baite in pietra ben conservate, una chiesetta arroccata su una collinetta, pascoli verdi con mucche e capre in libertà. Attraversato il piccolo nucleo di baite in pietra e legno si raggiunge il Rifugio Cristina, uno dei rifugi privati più antichi delle Alpi Centrali e gestito dalla stessa famiglia da oltre 100 anni.

Oltre a essere una meta immancabile dell’Alta Valmalenco, la struttura rappresenta un punto di appoggio fondamentale per le ascensioni al Pizzo Scalino, per le tappe dell’Alta Via della Valmalenco e per le escursioni invernali con ciaspole o sci d’alpinismo.

Dispone di camere accoglienti (da 2 fino a 8 posti letto) per un totale di circa 20 posti, ideali sia per famiglie sia per piccoli gruppi che vogliono vivere l’emozione di una notte ad alta quota e ammirare il cielo stellato lontano da qualsiasi inquinamento luminoso. Il suo ristorante propone piatti preparati secondo la tradizione valtellinese. Tra le specialità spiccano i pizzoccheri, i chiscioi, polenta taragna servita con brasati o selvaggina, taglieri di formaggi d’alpeggio e salumi tipici, oltre a un’ampia selezione di crostate e torte artigianali sfornate quotidianamente.

Aperto continuativamente durante la stagione estiva (da giugno a inizio ottobre) e nei weekend del periodo invernale/primaverile, il rifugio Cristina offre un’ampia terrazza solarium panoramica dove godersi una sosta.

Il rientro verso Campo Moro avviene percorrendo lo stesso itinerario a ritroso.

Rifugio Cristina - Alta Valmalenco

Il trekking da Campo Moro al Rifugio Cristina è fattibile con il passeggino?

No, a causa di sassi, radici e brevi tratti ripidi su sentiero naturale dopo il Rifugio Zoia, il percorso non è idoneo ai passeggini da città né da trekking. Si raccomanda l’uso dello zaino porta-bambino.

È possibile portare i cani lungo il percorso?

Sì, i cani sono i benvenuti sul sentiero. È raccomandato mantenerli al guinzaglio, specialmente all’Alpe Campagneda e all’Alpe Prabello per via della presenza di bestiame al pascolo (mucche e capre).

Qual è il periodo migliore per fare questa escursione?

Da inizio giugno a metà ottobre, quando i rifugi sono aperti e i pascoli sono verdi. In autunno (ottobre-inizio novembre) l’itinerario offre uno splendido foliage sui larici.

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