Se hai voglia di una passeggiata rigenerante che profuma di storia e natura, la provincia di Lecco nasconde piccoli angoli di paradiso che aspettano solo di essere scoperti a passo lento. Uno di questi è Somana, una deliziosa e silenziosa frazione di Mandello del Lario. Questo piccolo borgo, abitato da meno di mille anime, si trova a 213 metri di quota ed è la porta d’accesso ideale per avventurarsi tra i sentieri selvaggi e i panorami della valle del fiume Era.
Raggiungere Somana da Mandello è davvero un gioco da ragazzi, ma c’è un piccolo dettaglio logistico da custodire nel cuore: i posti per l’auto nel borgo sono piuttosto limitati. Il mio consiglio è quello di arrivare molto presto la mattina, specialmente nei fine settimana, per goderti la camminata con tutta la calma del mondo e senza l’ansia di dove lasciare la macchina.
Se i pochissimi posti in centro dovessero essere già pieni, non preoccuparti, ho io qualche valida alternativa da suggerirti:
- Puoi tentare la fortuna in una piccola area di sosta poco oltre la pittoresca Chiesa di Sant’Abbondio.
- Puoi dare un’occhiata nella zona del cimitero.
- In alternativa, puoi lasciare l’auto nel parcheggio nei pressi della ditta Antonio Carcano a valle; da lì, ti basterà fare una piacevole passeggiata risalendo verso la frazione lungo la storica Strada del Sasso.
Allacciamo gli scarponi e scopriamo insieme dove ci porta questo splendido sentiero!
Da Somana alla Chiesa di Santa Maria
Una volta parcheggiata l’automobile (una splendida notizia: tutti i parcheggi della frazione sono gratuiti e senza disco orario), il cammino inizia superando la piazza della Chiesa di Somana. Da qui dovrai salire verso sinistra, seguendo i cartelli del sentiero CAI numero 15 (contrassegnato dal colore verde).
Oltrepassate le ultime vecchie case del borgo, imboccherai una suggestiva mulattiera a gradoni che riporta le indicazioni di colore marrone per la Chiesa di Santa Maria.
Questo primo tratto di itinerario si sviluppa nel bosco ed è caratterizzato da una pendenza abbastanza elevata e costante. Lungo la salita incontrerai l’Agriturismo La Selvaggia (ottimo punto di riferimento e di ristoro) e le quattordici edicole della storica Via Crucis.
L’arrivo alla Chiesa di Santa Maria (661 m)
In circa 45 minuti di cammino, la fatica della salita viene ampiamente ripagata. Raggiungerai infatti la Chiesa di Santa Maria, situata ad un’altitudine di 661 metri in una posizione panoramica spettacolare che domina l’intera Val Media.
Fermati un momento sul sagrato a respirare e a guardare verso l’alto: in lontananza potrai scorgere l’iconico Rifugio Rosalba e ammirare in tutto il suo selvaggio splendore il territorio della Grigna Meridionale.
Un pizzico di storia: questa chiesetta sorge sul ciglio di un’importantissima e antica via di comunicazione che un tempo collegava Mandello del Lario direttamente con la Valsassina. Purtroppo, nel 1997, la struttura fu gravemente colpita da un disastroso incendio, ma a seguito di un attento e completo restauro oggi possiamo fortunatamente ammirarla ancora in tutta la sua intima bellezza.

Dalla Chiesa di Santa Maria all’Alpe d’Era
Oltrepassata la chiesetta (dove durante la stagione estiva è spesso attivo un piccolo e accogliente punto ristoro), l’itinerario prosegue alternando tratti piacevolmente pianeggianti a strappi un po’ più ripidi. Questo segmento di sentiero non presenta grandi difficoltà tecniche, ma richiede un pizzico di attenzione per la presenza di alcuni passaggi stretti ed esposti sulla valle.
Camminando a passo deciso per circa 45 minuti, raggiungerai finalmente l’Alpe d’Era, situata a quota 832 metri d’altitudine.
Ad accoglierti all’ingresso di questo meraviglioso alpeggio troverai una caratteristica chiesetta eretta nel 1938. L’Alpe d’Era è un angolo di montagna incredibilmente soleggiato, silenzioso e ricco di fresche sorgenti d’acqua, che oggi conta circa una trentina di baite e piccoli ruderi, ancora oggi utilizzati per la villeggiatura e il pascolo estivo.
Curiosità: cosa significa il nome “Era”?
Il termine dialettale “Era” (con le sue varianti ere, eral, ajal) racconta la storia contadina del territorio: indica infatti sia un prato erboso pianeggiante, sia lo spiazzo centrale di un casale (l’aia) che veniva utilizzato originariamente per stendere al sole lo strame – cioè il letto di erbe secche e paglia per gli animali – o le pannocchie di mais.
Il percorso di rientro a Somana
Per il rientro a valle non ci sono varianti complesse: ti basterà ripercorrere a ritroso lo stesso sentiero dell’andata, godendoti la discesa verso Somana e i panorami sul lago con una luce diversa.


Escursioni e ascensioni partendo dall’Alpe d’Era
L’Alpe d’Era non è solo una splendida meta d’arrivo, ma è anche un importantissimo crocevia escursionistico nel cuore del gruppo delle Grigne. Da questo alpeggio, infatti, è possibile allungare il passo per raggiungere altre celebri mete del lecchese:
- Rifugio Bietti-Buzzi (1719 m): raggiungibile in circa 2 ore di cammino seguendo il segnavia CAI 15 (passando per l’Alpe Cetra).
- Rifugio Elisa (1515 m): raggiungibile in circa 2 ore e mezza. Puoi scegliere di seguire i segnavia 15/18/16 (via Alpe Cetra) oppure l’itinerario con i segnavia 18A/20/14 (via Gardata per la Sirta).
- La Gardata (1042 m): una splendida località raggiungibile in circa 1 ora e 15 minuti lungo i segnavia 15/18 (via Alpe Cetra), oppure in soli 45 minuti se si sceglie il segnavia 18A (sentiero la Sirta).
- Zucco di Sileggio (1372 m): raggiungibile in circa 1 ora e 30 minuti seguendo il segnavia 17A (passando per la Bocchetta di Verdascia).
- Bocchetta di Prada e Bivacco 89° Brigata Garibaldi (1634 m): raggiungibili in circa 2 ore e mezza di cammino lungo il segnavia 17 (via Alpe Calivazzo).
Bravissima Rooos Mella! Approfitta della tua gioventù e dai corso al soddisfavcimento di tutti i tuoi dedideri. anzi fallo anche per me che non me lo dono potuto prrmettere
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