Rifugio Bietti-Buzzi dal Cainallo passando dalla Porta di Prada

La Grigna Settentrionale è un gigante di calcare ruvido che esige rispetto, una muraglia verticale che ti mette alla prova fin dal primo passo. Eppure, esiste un sentiero capace di farti entrare nel suo cuore più selvaggio senza costringerti a tirare fuori corde e moschettoni. Si parte dal Cainallo, sopra Esino Lario, per un’escursione che definire semplicemente panoramica sarebbe un insulto.

La meta finale è il Rifugio Bietti-Buzzi, uno storico presidio alpino abbarbicato a 1.719 metri di quota, sospeso in una conca fiera che domina il lago. Il vero colpo di fulmine del trekking, però, lo incontrerai a metà strada, quando sbucherai davanti alla Porta di Prada. Questo enorme arco di roccia naturale sembra un portale monumentale dimenticato da qualche divinità distratta, ed è uno di quei posti che da soli valgono l’intera escursione.

Non prendere sottogamba l’uscita: il terreno è sempre tecnico, sassoso e richiede scarponi veri, ginocchia pronte e passo fermo nei brevi tratti esposti.

Rifugio Bietti-Buzzi dal Cainallo passando dalla Porta di Prada

Dal parcheggio del Cainallo al crinale della Grigna

L’avventura comincia superando i tornanti che da Esino Lario salgono verso il Passo del Cainallo, fino a raggiungere l’ampio parcheggio al termine della strada asfaltata. Qui bisogna subito sbrigare la prima pratica logistica: ricordati di fare il ticket alla colonnina automatica, che costa 5,00 € per l’intera giornata. Una volta allacciati gli scarponi, l’imbocco del sentiero numero 24 è evidente e ottimamente segnalato.

Il primo tratto si sviluppa all’ombra di un fitto bosco, l’ideale per scaldare i muscoli senza bruciarsi subito. Poco dopo si incontra un bivio chiave: piegando a sinistra si punta diretti verso la via che sale al Rifugio Brioschi, mentre noi terremo la destra. Da questo punto si affronta la rampa più ripida di tutto l’itinerario. Superata questa faticata iniziale, il tracciato svolta a sinistra e si adagia comodamente lungo il crinale della montagna. È qui che la fatica viene ripagata per la prima volta: l’orizzonte si apre improvvisamente regalando scorci pazzeschi sul Lago di Como e sulle vette aspre che lo circondano.

L’incontro con la Porta di Prada e i custodi della montagna

Continuando a camminare lungo la cresta si raggiunge una piccola cappelletta votiva circondata da alcune panchine, il posto perfetto per tirare il fiato e bere un sorso d’acqua. Anche in questo punto i cartelli escursionistici si sdoppiano, riproponendo la deviazione per il Brioschi; la rotta corretta da seguire mantiene invece la destra, procedendo in direzione del Bietti-Buzzi. Il sentiero avanza con una serie di piacevoli saliscendi fino a farti sbattere gli occhi davanti alla maestosa Porta di Prada. Questo enorme arco di roccia naturale, che custodisce una croce metallica al suo interno, è un vero e proprio portale geologico sospeso sul blu del lago.

Questo tratto di Grignone è un autentico museo a cielo aperto. Le pareti calcaree che costeggiano il sentiero sono letteralmente tempestate di antichi fossili preistorici, facilissimi da individuare se presti attenzione. Inoltre, muovendosi in silenzio, non è raro avvistare camosci e marmotte che si rincorrono tra i ghiaioni.

I ghiaioni del Grignone e la ricompensa finale

Superato l’arco di roccia, l’ambiente circostante cambia pelle e si fa decisamente più severo, brullo e tipicamente dolomitico. Il tracciato attraversa alcuni ghiaioni calcarei e perde leggermente quota con una serie di tornanti in discesa, prima di affrontare l’ultimo strappo in salita che conduce finalmente ai 1.719 metri del Rifugio Bietti-Buzzi.

La posizione della struttura è pazzesca: davanti si allunga la distesa del Lario con il borgo di Lierna adagiato sulla riva, mentre alle spalle si erge, monumentale e verticale, la parete ovest del Grignone.

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Rifugio Bietti-Buzzi dal Cainallo - Porta di Prada

Arrivare alla meta significa toccare con mano la storia più autentica dell’alpinismo lecchese. Gestito dal CAI di Milano e situato nella suggestiva Conca di Releccio, il Bietti-Buzzi è uno di quei rifugi in cui si respira ancora l’atmosfera spartana e fiera dei veri presidi di montagna.

È il punto d’appoggio storico per gli alpinisti che sfidano la spaventosa e verticale parete Ovest del Grignone, ma per gli escursionisti rappresenta semplicemente un balcone panoramico straordinario. Quando il sole inizia a calare e il cielo si tinge di arancione sopra il Lago di Como, il riflesso sulla roccia calcarea crea uno spettacolo che cancella in un secondo ogni goccia di sudore versata lungo il sentiero.

Rifugio Bietti-Buzzi dal Cainallo - Trekking lecco
Rifugio - bietti - buzzi - polenta e formaggi

Per pianificare l’escursione al millimetro ed evitare sorprese sul sentiero, ecco il riepilogo dei dati tecnici fondamentali da memorizzare prima di metterti in marcia verso il Grignone.

  • Punto di partenza e parcheggio: il trekking comincia dall’ampio parcheggio situato alla fine della strada del Cainallo, superato l’abitato di Esino Lario. La sosta richiede un ticket, acquistabile alla colonnina automatica che trovi sul posto.
  • Sentiero: la traccia da seguire è il sentiero CAI numero 24, costantemente e ottimamente segnalato lungo tutto l’itinerario.
  • Tempi di cammino e dislivello: il tempo di percorrenza è di circa 2 ore per la sola andata, a cui vanno aggiunte poco meno di 2 ore per il rientro lungo lo stesso percorso. Il dislivello positivo complessivo si aggira intorno ai 400 metri.
  • Difficoltà e tipologia di terreno: l’itinerario è classificato come Escursionistico (E). Non ci sono tratti che richiedono attrezzatura da ferrata, ma si sviluppa sul classico terreno della Grigna. Per questo motivo, l’uso di scarponi da trekking veri con un ottimo grip e di bastoncini è consigliato per mantenere l’equilibrio.

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