La Giordania è un paese dell’Asia Occidentale e si trova all’incrocio tra Asia, Africa ed Europa, sulla sponda orientale del fiume Giordano.
La sua capitale è Amman, la città più grande, nonché centro economico, politico e culturale del paese.
Io ho deciso di trascorrerci quattro giorni, studiando un itinerario che da Aqaba si snodava lungo le strade di Petra e del Wadi Musa, del Mar Morto e verso il deserto del Wadi Rum.
Documenti necessari per l’ingresso
Per poter accedere nel territorio giordano, ti sarà necessario il passaporto con validità residua di almeno sei mesi. Inoltre, è necessario il visto. Quest’ultimo può essere facilmente ottenuto direttamente all’arrivo nel paese (sia in aeroporto, che presso i confini terrestri) ed ha una durata di sei mesi.


Il costo del visto è di 40 dinari giordani. Tuttavia, è gratuito se decidi di acquistare il “Jordan Pass”, un biglietto cumulativo che ti permette di accedere a oltre 40 siti turistici. Qui trovi tutte le informazioni inerenti al Jordan Pass e la possibilità di acquistarlo prima della partenza.
Tuttavia, se atterri presso l’aeroporto di Aqaba, non ti sarà necessario compilare nessun visto d’ingresso.
Itinerario in Giordania di quattro giorni
Con partenza da Bergamo alle ore 06:55 di domenica mattina, sono atterrata ad Aqaba circa alle 13:00 del pomeriggio. Se si viaggia d’inverno, ricordati che il fuso orario ti porterà a spostare in avanti le lancette dell’orologio di due ore! Questo purtroppo ti farà perdere del tempo il primo giorno, ma nessun problema, rimediamo subito con una visita alla città.
Quello di Aqaba, intitolato “King Hussein” è il secondo aeroporto internazionale della Giordania, dopo quello della capitale Amman.
Ti consiglio di attivare subito una scheda per poter avere i dati Internet, proprio in aeroporto avrai la possibilità di comprare una sim velocemente a circa 15-20 JOD. Gli operatori telefonici che troverai saranno Zain, Orange Telecom o Umniah. Io mi sono affidata a Zain e non ho avuto grandi problemi di linea, tutto sommato si è rilevata una scelta ottimale.
All’uscita dell’aeroporto invece è possibile noleggiare l’automobile, se non l’hai fatto anticipatamente dall’Italia. Il costo per quattro giorni, a gennaio, è stato di circa 160 euro, con una caparra di circa 450 euro. Ho preferito includere anche l’assicurazione completa, onde evitare di ritrovarmi a dover pagare danni fatti o subiti al mezzo.
Aqaba: cosa vedere e dove mangiare
Lasciato l’aeroporto, in meno di quindici minuti, si raggiunge Aqaba. Questa città, che si affaccia sul Mar Rosso, è l’unico porto del Paese. Gode di temperature sempre molto miti; il mese di gennaio, il più freddo, registra massime di anche 20-23°C e minime che raramente scendono sotto i 10°C.
Quello che puoi visitare ad Aqaba è sicuramente la spiaggia lungo la costa del Mar Rosso, spesso frequentata da famiglie locali, ma anche aperta ai viaggiatori. Lungo la spiaggia, troverai poi il Forte di Aqaba e il Museo Archeologico.


Per mangiare ci sono moltissimi locali con prezzi per tutte le tasche, ti consiglio di provare il pane arabo, in città troverai infatti molte bakery che lo preparano fresco quotidianamente.
Wadi Musa e il sito archeologico di Petra
Da Aqaba ho poi deciso di spostarmi a Wadi Musa, percorrendo circa due ore di macchina attraverso paesaggi lunari e lunghe distese desertiche. Non spaventarti se di tanto in tanto, sulle strade troverai cammelli o dromedari, in Giordania si muovono liberamente!
Wadi Musa, conosciuto anche come Valle di Mosè, è il villaggio sorto intorno al sito archeologico di Petra. Non è altro che un agglomerato di alberghi, ristoranti e negozi che si estende per circa 5 km. Qui i prezzi sono inevitabilmente più alti rispetto a quelli di altre località, ma sempre piuttosto contenuti.
Io ho soggiornato per due notti presso il Nomads Hotel Petra condividendo una camerata in ostello con altre cinque ragazze. L’hotel si trova in una posizione comoda e strategica, si può facilmente raggiungere Petra a piedi, e gode di una bella terrazza panoramica da cui poter godere di fantastici tramonti.
Il secondo giorno del mio itinerario è stato dedicato totalmente alla visita di Petra, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1985 e celebre per essere una delle Sette Nuove Meraviglie del Mondo.


Nell’antichità fu una città semitica e poi capitale dei Nabatei, un popolo di commercianti dell’Arabia antica.
Il sito di Petra racchiude numerose attrazioni, oltre al famoso “Tesoro”. Il primo tratto si snoda dal centro visitatori attraverso il Siq per poi proseguire verso le Tombe Reali, la Strada Colonnata, il Qasr Al-Bint. L’ultimo tratto sale su antiche scalinate intagliate nella roccia, fino a raggiungere il Ad-Deir, l’antico Monastero.
La mia visita è durata per l’intera giornata, prendendo il biglietto d’entrata direttamente al centro visitatori ed uscendo dal sito intorno alle 16:00 del pomeriggio. Il costo del biglietto è di 50 JOD per la visita di un giorno (circa 65,00 euro), 55 JOD per la visita di due giorni e 60 JOD per la visita di tre giorni.


Un’altra esperienza che puoi fare a Petra, è il “Petra by night”: il sito viene illuminato da tantissime candele fino alla porta del Tesoro. Occorre però pagare un biglietto a parte, al costo di 17 JOD.
Mar Morto: tra sale e fanghi
La sveglia del terzo giorno suona molto presto. Da Wadi Musa ci si mette in auto per raggiungere in circa due ore e mezza le spiagge del Mar Morto.
Questo è sicuramente un luogo da visitare almeno una volta nella vita, per le sue caratteristiche uniche. Il Mar Morto, che mare non è, è bensì un lago salato, tra i più salati della terra.
Ciò che mi ha maggiormente spinto a raggiungere questo luogo era il fatto del poter galleggiarci dentro. L’alto contenuto di sali e minerali facilita lo “stare a galla”, conferendogli anche potenti proprietà curative note fin dall’antichità. Ogni anno attira un gran numero di turisti che si recano sul luogo per spalmarsi il fango sul corso, questo per aiutare problemi della pelle come acne, psoriasi e cellulite, ma anche per alleviare dolori muscolari e artriti.

Un’altra curiosità riguardante il Mar Morto è la sua altitudine. Esso si trova infatti al di sotto del livello del mare, per ben -430 metri! Questo divario sta negli anni aumentando, dato che il livello delle sue acque continua a scendere. Si è già posto il problema della sua scomparsa…
Una volta immersi in queste acque cristalline, ed effettuata una doccia d’obbligo per togliere il sale dalla pelle, si riprende il viaggio verso il deserto del Wadi Rum dove ho deciso di trascorrere una notte nelle tende con i beduini.
Wadi Rum: il deserto della Giordania
Il Mar Morto e il deserto del Wadi Rum sono separati da più di tre ore di auto, ti consiglio di armarti di tanta pazienza e percorrere tutto il confine tra la Giordania e Israele ammirando le lunghe distese desertiche che ti circonderanno ed accompagneranno per quasi l’intero percorso.
Per poter accedere al deserto bisognerà prima sostare al Wadi Rum Visitor Center e pagare il biglietto d’ingresso di 5 JOD a persona. Una volta che ti sarai munito di lascia passare, dovrai proseguire ancora per alcuni chilometri fino ad arrivare al Wadi Rum Village.

Qui lascerai l’auto e sarai raggiunto dalle Jeep del campo dove deciderai di alloggiare. Io mi sono rivolta a Desert Bedouin Adventure in cui mi sono trovata decisamente bene. La tenda è molto bella e comoda, con possibilità di avere il bagno privato con acqua calda.
Ottima la cena che viene preparata dai beduini e la sera ci si riunisce tutti intorno al fuoco per raccontarsi leggende e momenti di vita, sorseggiando ovviamente tè alla menta. Un’esperienza unica, che ti consiglio vivamente!



Il giorno successivo, l’ultimo del viaggio, ho prenotato sempre presso la struttura un’escursione di circa tre ore per 35 JOD. La guida ha mostrato al nostro gruppo diverse attrazioni, come incisioni rupestri, canyon, ponti di roccia scavati da vento e acqua, una fonte di acqua calda e per finire una bella discesa con la tavola da snowboard però sulle dune di sabbia.
Lasciato poi il Wadi Rum alle spalle, si fa ritorno verso Aqaba per il volo di ritorno su Bergamo. Insomma, un’avventura di soli quattro giorni ma piena di adrenalina, luoghi stupendi da visitare, incontri speciali e tanta gratitudine verso la vita!
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