Ci sono angoli di Valtellina che conservano intatta un’atmosfera d’altri tempi, quasi sospesa e lontana dai flussi turistici più frequentati. Il versante orobico possiede proprio questo carattere: è un territorio che sa essere aspro e austero, ma capace di regalare una pace profonda a chi cerca una montagna autentica e silenziosa. Uno degli itinerari più affascinanti e solitari di questa zona è la camminata che, risalendo la Val Caronno dal piccolo borgo di Agneda, conduce fino alla Diga di Scais.
Questo trekking non è semplicemente una passeggiata nel verde, ma un viaggio che unisce la maestosità della natura all’imponenza dell’ingegneria idroelettrica degli anni Trenta. Il sentiero si sviluppa inizialmente tra fitti boschi di abeti, accompagnato dal rumore costante del torrente, per poi aprirsi davanti allo sbarramento monumentale della diga. Poco più in alto, le acque limpide e color smeraldo del Lago di Scais riflettono le pareti severe del Pizzo Redorta e del Pizzo Scais, regalando un panorama selvaggio che ripaga ampiamente della salita.
Ti consiglio questa escursione se ami camminare senza fretta, immerso nel silenzio, e vuoi scoprire un volto meno noto ma incredibilmente magnetico delle Alpi Orobie. Nelle prossime righe trovi la guida completa al percorso, con i tempi di percorrenza reali, il dislivello effettivo e tutte le informazioni pratiche per organizzare l’escursione senza pensieri.
Come raggiungere la località Agneda
Per metterti in cammino verso la Diga di Scais devi puntare il navigatore verso il versante orobico della Valtellina, e più precisamente verso il territorio comunale di Piateda, un piccolo paese situato a pochissimi chilometri da Sondrio. Agneda è l’ultimo avamposto raggiungibile in auto prima che la valle si chiuda per lasciare spazio solo ai sentieri.
Ecco le indicazioni precise per arrivare al punto di partenza senza commettere errori di percorso:
- In auto da Sondrio: percorrendo la Statale 38 dello Stelvio in direzione Sondrio, prendi l’uscita per Piateda. Una volta entrato in paese, segui i cartelli stradali ben visibili che indicano “Piateda Alta” e, successivamente, “Agneda” o “Val Ambria”.
- La strada di montagna: dal fondovalle inizia una salita di circa 10 chilometri che ti porterà fino ai 1.220 metri di quota di Agneda. La strada è interamente asfaltata e percorribile con qualsiasi normale automobile, ma è la classica via di mezza costa delle Orobie: la carreggiata è stretta, presenta diversi tornanti e in alcuni passaggi richiede di rallentare per calibrare gli incroci con i veicoli che scendono in senso opposto.
- Dove parcheggiare: la strada termina esattamente all’ingresso della piana di Agneda, nei pressi del piccolo bacino artificiale artificiale del Lago di Agneda. Qui troverai un ampio spiazzo sterrato dedicato dove poter lasciare la macchina.
Pur essendo una strada asfaltata e aperta al traffico, ti consiglio di affrontarla con calma e di muoverti la mattina presto. Trovare un incrocio stretto nei tratti senza barriere protettive non è il massimo, e salire quando la valle è ancora silenziosa ti permetterà di goderti anche il paesaggio boschivo che attraversi per raggiungere la piana.
Il percorso verso la Diga di Scais
L’escursione inizia direttamente dal parcheggio di Agneda. La prima parte del tracciato è un invito a scaldare i muscoli con calma: si attraversa la splendida e verdeggiante piana costeggiando le caratteristiche baite in pietra, tenendo il torrente Caronno alla propria destra. Il sentiero, inizialmente ampio e pianeggiante, segue una comoda pista agro-silvo-pastorale che si addentra gradualmente nella valle. In questa fase l’andamento è così dolce che permette di guardarsi intorno e godersi la vista sulle pareti rocciose che iniziano a stringersi attorno al percorso.
Dopo circa venti minuti di cammino rilassato, lo scenario cambia. La strada sterrata lascia spazio a un vero e proprio sentiero di montagna che inizia a salire in modo più deciso, addentrandosi in un fitto e fresco bosco di abeti. La pendenza si fa costante ma mai proibitiva. Camminerai accompagnato dal suono rigenerante dell’acqua che scorre a fondo valle, superando alcuni piccoli ponticelli in legno e incontrando di tanto in tanto le strutture di servizio dell’ENEL, come la vecchia funivia utilizzata per i lavori di manutenzione. I cartelli CAI sono frequenti e precisi.
L’ultimo tratto prima della meta richiede un ultimo piccolo sforzo, mentre il sentiero risale il versante con una serie di stretti tornanti tra gli alberi. Poi, improvvisamente, la vegetazione si dirada e ci si ritrova al cospetto della monumentale parete di cemento della Diga di Scais, a quota 1.494 metri. In tutto avrai camminato per circa 1 ora e un quarto, coprendo un dislivello positivo di circa 270 metri.
Una volta arrivato alla diga prendi il sentiero che costeggia la recinzione sulla sinistra e cammina ancora per appena cinque minuti: superato un piccolo dosso ti ritroverai davanti alla conca del vero Lago di Scais. Da questa prospettiva lo specchio d’acqua color smeraldo si mostra in tutta la sua bellezza, e nelle giornate limpide vedrai specchiarsi sulla sua superficie le cime imponenti del Pizzo Redorta.
Oltre la Diga di Scais: i sentieri per continuare a salire
Se una volta raggiunto il lago vuoi addentrarti di più nel cuore delle Alpi Orobie, la Diga di Scais non deve essere per forza il tuo punto di arrivo. Questo bacino è infatti la porta d’accesso alla parte più alta e incontaminata della Val Caronno. Ecco i percorsi principali che puoi intraprendere:
- Il Rifugio Mambretti (2.003 m): costeggiando il Lago di Scais sulla sinistra, il sentiero riprende a salire superando i pascoli dell’Alpe Caronno (1.610 m) per poi inerpicarsi in modo più deciso su uno sperone di roccia. In circa 1 ora e mezza dalla diga (calcola circa 3 ore totali da Agneda) si raggiunge questo storico rifugio.
- L’Alpe Caronno e la fine della convalle: camminando per circa venti o trenta minuti oltre la diga, ti ritroverai nella splendida piana dell’Alpe Caronno. È un anfiteatro naturale racchiuso tra le montagne, perfetto per chi vuole camminare ancora un po’ in quota senza pendenze eccessive, circondato solo dal fischio delle marmotte.
- La traversata verso la Val Ambria (per escursionisti esperti): esistono anche tracce più impegnative che collegano la Val Caronno alla vicina Val Ambria, permettendo di compiere un anello e tornare ad Agneda passando dal Lago di Venina. Si tratta però di itinerari lunghi, spesso privi di una segnaletica evidente e con passaggi esposti, consigliati solo a chi ha un ottimo senso dell’orientamento e passo sicuro.
Se decidi di proseguire verso il Rifugio Mambretti, tieni conto che il sentiero cambia marcia. Se fino alla diga la camminata è alla portata di chiunque, dopo il lago il terreno si fa prettamente escursionistico: la pendenza aumenta, la traccia diventa più stretta e in alcuni punti si cammina su pietraie. Nulla di proibitivo, ma gli scarponi alti alla caviglia e i bastoncini diventano fondamentali.