Cascata del Toce e Diga di Morasco: itinerario trekking nel cuore della Val Formazza

Cascata del Toce e Diga di Morasco trekking in Val Formazza

Esistono luoghi dove la natura non si limita a sussurrare, ma urla tutta la sua forza. La Val Formazza, nell’estremo nord del Piemonte, è uno di questi. Qui, tra praterie d’alta quota che profumano di erba bagnata e vette che sfiorano i tremila metri, si nasconde uno degli spettacoli più incredibili delle Alpi: la Cascata del Toce. Con il suo salto monumentale di 143 metri, è considerata la più bella e maestosa d’Europa, un velo d’acqua che lascia letteralmente senza fiato.

Ma fermarsi solo alla base della cascata sarebbe un peccato imperdonabile. Il vero spirito di questa valle si scopre risalendo l’antico sentiero dei mercanti, oltrepassando il borgo fatato di Riale, fino a raggiungere lo specchio turchese della Diga di Morasco. È un trekking che profuma di storia Walser e di imprese ingegneristiche d’altri tempi, dove il blu del cielo si riflette nell’acqua artificiale che nasconde, nel profondo, un intero villaggio sommerso.

Se cerchi un itinerario che unisca la potenza di un rombo d’acqua fragoroso alla pace mistica dei laghi alpini, metti gli scarponi in spalla. In questa guida ti porto a scoprire il cuore pulsante della Val Formazza, con tutti i consigli tecnici e i segreti da insider per vivere una giornata indimenticabile tra le Alpi Lepontine.

Come arrivare in Val Formazza e dove parcheggiare

La Val Formazza è l’estremo lembo settentrionale del Piemonte, una lingua di terra che si incunea in Svizzera. Arrivarci è un viaggio spettacolare che risale l’intera Val d’Ossola, ma richiede un minimo di pianificazione, soprattutto se decidi di visitarla durante i weekend estivi.

Come arrivare in auto

Il punto di riferimento è l’Autostrada A26 (Genova-Gravellona Toce). Prosegui dritto sulla Statale 33 del Sempione seguendo le indicazioni per il Confine di Stato. Prendi l’uscita Crodo e immettiti sulla Statale 659 in direzione Baceno/Val Formazza. Da qui la strada inizia a salire dolcemente tra boschi e pareti di roccia, attraversando borghi pittoreschi come Premia e Formazza (frazione Ponte). Continua a salire fino a raggiungere la località Sottofrua, dove inizierai a scorgere la maestosità della cascata.

Dove parcheggiare: consigli pratici

Per goderti al meglio l’itinerario che ti propongo, hai due opzioni principali per lasciare l’auto:

  1. Parcheggio alla Cascata del Toce (sopra la cascata): proprio accanto allo storico Hotel Cascata Toce c’è un ampio piazzale. È la scelta più comoda se vuoi vedere subito il salto d’acqua dal balconcino in legno. Nota: in alta stagione (luglio e agosto) il parcheggio è a pagamento (solitamente con tariffa giornaliera o oraria tramite parcometro).
  2. Parcheggio a Riale (l’ultimo borgo): proseguendo un chilometro oltre la cascata, la strada termina nel borgo di Riale. Qui troverai diversi spazi per la sosta. È il punto di partenza ideale se il tuo obiettivo principale è il trekking verso la Diga di Morasco. Attenzione: Riale è un borgo piccolissimo e molto amato. Se arrivi dopo le 10:00 del mattino in una domenica di sole, potresti fare fatica a trovare posto. Arriva presto, goditi il silenzio e la luce radente sulle cime.

💡 Tip extra: se viaggi in camper, a Riale è presente un’area sosta dedicata molto spartana ma con una vista impagabile sulle montagne circostanti. Ricorda che la strada per salire a Riale presenta alcuni tornanti e una galleria elicoidale: nulla di proibitivo, ma guida con prudenza!

trekking val formazza - piemonte

Il trekking che stiamo per affrontare è un classico intramontabile dell’Ossola. Non è una scalata estrema, ma un cammino che ti permette di sentire sotto i piedi l’antica Via del Gries, la storica rotta commerciale che collegava l’Italia al Nord Europa attraverso le Alpi.

Il salto della Cascata del Toce: quando vederla “aperta”

Prima di allacciare gli scarponi, c’è una regola d’oro: la Cascata del Toce è “capricciosa”. Essendo le sue acque utilizzate per la produzione di energia elettrica, il salto monumentale è visibile nella sua piena potenza solo in determinati periodi e orari.

  • Il calendario: solitamente la cascata è aperta da giugno a settembre.
  • Gli orari: nei giorni feriali l’apertura è limitata a poche ore (spesso dalle 11:30 alle 13:30), mentre nelle domeniche e nei festivi l’acqua scorre per gran parte della giornata.

💡 Consiglio: prima di partire, consulta sempre il sito del Comune di Formazza o i canali ufficiali della Pro Loco. Vedere il Toce ridotto a un rivolo o vederlo esplodere in 143 metri di schiuma bianca cambia completamente l’esperienza! Affacciati dal balconcino in legno sospeso sopra il baratro: il rombo dell’acqua e la nebbia salina che ti bagna il viso sono pura adrenalina.

Salita verso Riale: un borgo Walser sospeso nel tempo

Dalla sommità della cascata, lasciati alle spalle l’albergo storico e segui il sentiero che punta verso l’alto, in direzione nord. In circa 20-30 minuti di cammino agevole tra pascoli alpini, raggiungerai Riale (1731 m). Questo borgo è un gioiello di architettura Walser: case in pietra e legno, tetti in piode e una chiesetta, quella di Sant’Anna, che domina la piana da una piccola altura. È il luogo perfetto per una sosta fotografica o per assaggiare un pezzetto di formaggio locale prima di affrontare l’ultima salita. Qui il tempo sembra essersi fermato ai secoli in cui i coloni alemanni sfidavano le vette per stabilirsi in queste valli.

Arrivo alla Diga di Morasco: il gigante di cemento e il lago turchese

Da Riale, segui le indicazioni per il Lago di Morasco. La salita si fa un po’ più decisa ma breve: percorrerai una serie di tornanti (o la strada sterrata di servizio) che ti porteranno dritta sulla sommità del muraglione della diga. Una volta arrivata in cima, lo scenario cambia radicalmente. Davanti a te si apre un lago artificiale color turchese intenso, incastonato in una corona di vette che sfiorano i 3000 metri. La diga, costruita negli anni ’30, è un gigante di cemento lungo oltre 500 metri. Camminare sul suo coronamento ti darà una prospettiva incredibile: da un lato il vuoto verso la piana di Riale, dall’altro la quiete immobile dell’acqua che nasconde, a decine di metri di profondità, i resti dell’antico borgo di Morasco, sommerso per far spazio al progresso idroelettrico.

Borgo di Riale, Val Formazza - Piemonte
Cascata del Toce - Val Formazza - Piemonte

Una volta raggiunta la sommità della diga, ti si apre davanti una delle passeggiate più rilassanti e spettacolari dell’intera Val Formazza. Il giro ad anello del Lago di Morasco è un classico che permette di ammirare lo specchio d’acqua da ogni angolazione, con le vette del Gruppo del Gries che si riflettono sulla superficie turchese.

Difficoltà, dislivello e tempi di percorrenza

Numeri alla mano, ecco cosa ti aspetta per completare l’anello partendo dal coronamento della diga:

  • Lunghezza totale: circa 4,5 km (solo l’anello del lago).
  • Dislivello: quasi nullo attorno al lago (circa 50 metri complessivi di saliscendi). Se invece parti dalla base della Cascata del Toce, calcola circa 150-200 metri di dislivello positivo.
  • Tempo di percorrenza: 1 ora e 15 minuti per il giro completo del lago a passo tranquillo. Aggiungi altri 45 minuti se parti a piedi dal parcheggio della Cascata.
  • Difficoltà: T (Turistico), è un percorso adatto praticamente a chiunque abbia un minimo di abitudine a camminare in natura.

Il sentiero pianeggiante: adatto a tutti o per esperti?

Il giro del Lago di Morasco è la definizione stessa di trekking per tutti. Il sentiero è un’ampia strada sterrata, pianeggiante e ben battuta, che costeggia l’intera riva.

  • Per le famiglie: è percorribile anche con passeggini da trekking (quelli con le ruote grandi, per intenderci), rendendolo una meta top per chi viaggia con bambini piccoli che vogliono iniziare a respirare l’aria dei 1800 metri.
  • Per chi cerca il fiato: attenzione, però! Se decidi di lasciare l’auto alla base della Cascata del Toce per goderti tutto il percorso a piedi, la salita che porta a Riale e poi alla diga richiede un po’ di “gamba”. Non è nulla di proibitivo, ma sono quegli scalini naturali e quei tornanti che ti ricordano che sei in montagna.

💡 Consiglio: se vuoi scattare la foto perfetta, percorri l’anello in senso antiorario. Avrai la luce migliore sulle cime circostanti e, verso la fine del giro, una vista pazzesca sulla chiesetta di Sant’Anna di Riale che spunta in lontananza.

Lago-di-Morasco-Val-Formazza-Piemonte

Se il giro del Lago di Morasco ti ha lasciato con la voglia di scoprire cosa si nasconde dietro le creste che lo circondano, sappi che sei nel punto di partenza per alcuni dei sentieri più iconici dell’Ossola. Qui la montagna si fa più selvaggia, il silenzio più profondo e il panorama… beh, quello ti lascerà senza parole.

Il Vallone di Nefelgiù e il Passo del Gries

Dalla sponda settentrionale del lago si staccano due direttrici storiche:

  • Il Passo del Gries (2479 m): Seguendo l’antica Via del Gries, salirai verso il confine svizzero. È un percorso panoramico che attraversa praterie d’alta quota dove non è raro avvistare marmotte curiose. Arrivata al passo, la vista sulla lingua di ghiaccio del Griesgletscher è uno spettacolo primordiale che ti farà sentire piccolissima.
  • Il Vallone di Nefelgiù: Se cerchi la solitudine assoluta, questo è il posto giusto. È una valle sospesa, aspra e bellissima, che in autunno si tinge di un arancione bruciato indimenticabile. È la via d’accesso per chi vuole compiere traversate più lunghe verso l’Alpe Vannino.

Rifugio Somma Lombardo e il panorama sulle Alpi Lepontine

Per chi invece cerca il binomio perfetto “fatica-ricompensa”, la meta obbligatoria è il Rifugio Somma Lombardo (2561 m). Situato sopra un baluardo roccioso che domina il Lago di Sabbione (ancora più in alto di quello di Morasco), offre una delle viste più complete sulle Alpi Lepontine.

Perché andarci: Da qui potrai ammirare la maestosità dei ghiacciai del Clogstafel e della Punta d’Arbola. Il sentiero per raggiungerlo richiede circa 2 ore di salita costante da Morasco, ma pranzare sulla loro terrazza con il ghiacciaio che ti guarda negli occhi è un’esperienza che vale ogni goccia di sudore.

Lago dei Sabbioni: dove il turchese diventa ghiaccio

Se Morasco ti è sembrato grande, il Lago dei Sabbioni (2460 m) ti lascerà senza parole. È uno dei bacini artificiali più grandi delle Alpi ed è circondato da ghiacciai perenni. Il sentiero per arrivarci parte proprio dalla fine del Lago di Morasco e sale in modo deciso (circa 2 ore di cammino). Qui l’aria si fa sottile e il paesaggio diventa lunare: è la meta ideale per chi vuole vedere da vicino la forza dei ghiacciai che resistono al tempo.

💡 Consiglio: se decidi di salire ai rifugi alti, tieni d’occhio l’orologio. In alta montagna il meteo può cambiare in un battito di ciglia e le temperature scendono rapidamente non appena il sole scivola dietro le vette.

Rifugio Somma Lombardo - Piamonte

Andare in montagna richiede rispetto e un minimo di preparazione. La Val Formazza, pur essendo accogliente, è una terra di alta quota dove la natura detta le regole. Ecco tutto quello che devi sapere per goderti la giornata senza imprevisti (e con la pancia piena!).

Abbigliamento consigliato: il meteo a 1800 metri

Non farti ingannare dal sole che splende a valle: a Riale e alla Diga di Morasco sei quasi a duemila metri e il meteo può essere “pazzerello”.

  • Vestiti a cipolla: È la regola d’oro. Una maglia tecnica traspirante, un pile leggero e un guscio antivento/impermeabile nello zaino non devono mai mancare.
  • Scarponi o scarpe da trail: Anche se il giro del lago è pianeggiante, il terreno è sterrato e sassoso. Evita le sneakers lisce da città; le tue caviglie ti ringrazieranno.
  • Protezione solare: In quota i raggi UV non scherzano, anche se tira vento e senti fresco. Crema solare e occhiali sono d’obbligo.

Dove mangiare: dai piatti tipici Walser ai rifugi in quota

La Val Formazza è un paradiso gastronomico. Se il trekking mette fame, qui la ricompensa è altissima:

  • Il Formaggio Bettelmatt: è il “re” indiscusso della valle. Viene prodotto solo in sette alpeggi sopra i 2000 metri e solo in estate. Ha un profumo di erbe di montagna unico al mondo. Cercalo nei negozietti di Riale o nei piatti dei rifugi.
  • Ristoranti a Riale: qui trovi la cucina Walser più autentica. Prova gli gnocchi di castagne, la polenta con cervo o il tipico stufato. Locanda Walser Schtuba è un’eccellenza, ma ci sono diverse baite accoglienti perfette per un pranzo post-camminata.
  • Pranzo al sacco vista lago: se preferisci la libertà, ci sono tantissime aree verdi lungo il perimetro del Lago di Morasco dove stendere una coperta. Ricorda solo una cosa: riporta sempre a valle i tuoi rifiuti. La montagna ti ospita, trattala con amore.
Diga di Morasco - Val Formazza - Piemonte

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